Stiamo vivendo la seconda vera rivoluzione industriale motivata dalla evoluzione delle nuove tecnologie e dall’informatizzazione: essa deve essere vissuta come una opportunità di crescita e di investimento, ma sta ai manager interpretare l’occasione, sfruttandola per rivisitare le proprie imprese puntando sulla formazione e sulla sperimentazione.


La rivoluzione industriale: il ruolo del Manager nell’era Industry 4.0

Trieste, presso la CCIAA


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Stiamo vivendo la seconda vera rivoluzione industriale motivata dalla evoluzione delle nuove tecnologie e dall’informatizzazione: essa deve essere vissuta come una opportunità di crescita e di investimento, ma sta ai manager interpretare l’occasione, sfruttandola per rivisitare le proprie imprese puntando sulla formazione e sulla sperimentazione.


È il messaggio che l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Bini, ha rivolto agli imprenditori riuniti a Trieste, nella sede della Camera di commercio, per il convegno ‘Il ruolo del Manager nell’era di Industry 4.0’.

Un’assise, organizzata da Federmanager, che mirava a fare il punto sui traguardi raggiunti dalla categoria e sulle sfide future della professione.

Secondo Bini, conoscenza e competenza sono doti essenziali per affrontare il cambiamento epocale nella nostra società e nell’economia, che è indotto dal rapido sviluppo e dalla evoluzione delle tecnologie e dell’elettronica, che imprimono un’accelerazione importante ai sistemi produttivi e ai mercati.

È dunque compito dei manager cavalcare questa situazione e fare propri i valori indicati.

Ma, per l’assessore è essenziale che essi li sappiano trasmettere con efficacia e concretezza anche all’interno delle aziende e tra i loro collaboratori.

Perché la crescita e lo sviluppo, l’innovazione in azienda debbono essere condivisi da tutte le loro componenti per poter svelare pienamente la loro efficacia.

Un’occasione importante, dunque, ha sostenuto l’assessore, è offerta alla nostra economia dall’accelerazione del progresso tecnologico, e deve essere interpretata con prontezza perché difficilmente le condizioni favorevoli in atto per una nuova managerialità si potranno riproporre alle generazioni future.

Stiamo quindi attraversando un’epoca che offre prospettive importanti, ha evidenziato Bini, ma è compito dei manager saperle individuare e concretizzare.

Spirito manageriale e di imprenditorialità, capacità di porre il cliente al centro dei processi di sviluppo aziendale, sono elementi che possono essere forieri di nuova energia a vantaggio del mondo economico e imprenditoriale, sia che si tratti di piccole o medie imprese che di grandi aziende.

Compito dei manager, ha concluso, è quello di consentire ai player, agli investitori, di liberare nuova energia facendo così crescere l’economia.

Dopo il saluto del sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, e Patrizia Andolfatto, della Cciaa Venezia Giulia, moderati dal presidente di federmanager FVG, Daniele Damele,sono intervenuti: il vicepresidente di Federmanager VG, Giorgio Bacicchi, e Mario Cardoni, vicepresidente nazionale di Federmanager. Mentre, Serena Grosso, Alessandro Pellis, Gian Marco Lupi, Fulvio Sbroiavacca, manager, e Sergio Razeto, presidente di Confindustria FV, hanno riportato osservazioni ed esperienze, ma anche riflessioni sulla situazione economica e sui compiti che l’impegno manageriale impone in particolare, a venticinque anni dalla nascita dell’informatica.

Tra i temi, ribadita la necessità di sburocratizzare la pubblica amministrazione, è stata sostenuta l’esigenza di porre adeguata attenzione alla formazione continua.

ARC/CM