Care Colleghe e cari Colleghi,
vi scrivo direttamente per rendervi partecipi di un’importante decisione che, insieme alla governance di Federmanager, ho ritenuto di prendere la necessità di impegnarci in una campagna di mobilitazione per far valere i nostri legittimi diritti nei confronti sia della crescente, e sempre più intollerabile, pressione fiscale a carico dei redditi superiori ai 60mila euro annui sia del venir meno del patto sociale nei confronti delle nostre pensionate e dei nostri pensionati.
Questa categoria, il management delle aziende in servizio attivo così come in pensione, è ripetutamente penalizzata ormai da troppi lustri. E lo sappiamo bene! Paghiamo tutte le tasse (altissime) con le associate addizionali regionali (che molte Regioni hanno raddoppiato) e addizionali comunali, ci hanno decurtato la possibilità di fruire pienamente delle detrazioni (o Tax Expenditures come va di moda dire adesso), i limiti fiscali per i fringe benefit sono oramai ridicoli, il sistema della sanità integrativa (leggasi, Fasi e Assidai) è sotto stress per appropriarsi delle nostre contribuzioni annue, lo stesso vale per la previdenza complementare (leggasi Previndai), le pensioni di chi è in quiescenza hanno subito un enorme calo del potere d’acquisto, e così via.
La nostra è da sempre una categoria alquanto tartassata. Per dare sostegno a chi? Nelle intenzioni, a chi ne ha più bisogno: e questo è lodevole e ci trova pienamente d’accordo perché la solidarietà verso le persone meno fortunate è alla base della coesione sociale necessaria per una buona convivenza e per la salvaguardia della democrazia.
In realtà, ne beneficia una oramai troppo ampia schiera di persone che non assolvono ai loro doveri contributivi e fiscali, che quindi accede ad un sistema di welfare pubblico (sanità, scuola, infrastrutture, ecc.) che non contribuisce a mantenere. Pur avendone capacità contributiva, come giustamente richiesto dall’art. 53 della nostra Costituzione!
È tempo di dire basta! Dobbiamo far sentire la nostra voce meno timidamente che in passato!
Nelle prossime settimane, man mano che prenderà velocità la procedura per impostare la Legge di Bilancio 2026, avremo la necessità di operare, tutti insieme, per portare avanti le nostre legittime istanze. La vostra partecipazione sarà essenziale per raggiungere il risultato: essere ascoltati da chi ci governa per non essere più penalizzati!
Le Associazioni territoriali a cui aderite saranno il mezzo per gestire la campagna di mobilitazione, le cui modalità saranno discusse al Consiglio nazionale del prossimo 28 marzo. Stay tuned!
Sul sito web della Federazione (www.federmanager.it) troverete progressivamente delle schede di commento che affrontano nel dettaglio tutte le tematiche che sono alla base di questa nostra necessità di mobilitazione.
La prima, che trovate cliccando qui, riguarda il tema della mancata rivalutazione delle nostre pensioni alla luce della recente sentenza n. 19/2025 della Corte Costituzionale.
Più saremo e più conteremo!
Un abbraccio e un caro saluto
Il presidente
Valter Quercioli