Lo sviluppo di quest’area è fondamentale per un collegamento con l’Europa
Le infrastrutture e i manager caratterizzeranno il futuro sviluppo dell’industria, specie nel Nord Italia. Occorre, pertanto, reperire risorse finanziarie per portare a compimento un disegno infrastrutturale utile non solo al Nord, ma all’Italia e all’Europea intere. Dal Nord si potrà, infatti, connettere l’Italia all’Europa. I manager devono, invece, favorire una condivisione di obiettivi strategici favorendo un’indispensabile cooperazione tra pubblico e privato. Se non perseguiremo questi obiettivi tutto sarà più delicato e complicato.
Deve, pertanto, ripartire la Tav completando l’intera tratta Torino-Trieste, compresa la Padova-Bologna, anche perchè lungo questa tratta vi sono imprese, distretti, università, centri di ricerca e finanziari di sicura eccellenza e vi è, contestualmente, la necessità di spostare una quota significativa delle merci sul trasporto ferroviario. La PA deve, invece, sburocratizzarsi con decisione per sviluppare forme cooperative tra territori appartenenti ad ambiti diversi permettendo la crescita dei centri della produzione di quest’area, distretti e imprese, presenti oppure in fase di avvio (start up).
Il Nord Italia deve puntare a raggiungere l’Europa con un cambio di passo chiedendo che il Vecchio Continente costituisca quanto prima un mercato unico. Occorre un nuovo patto economico industriale che segua l’operosa guida di Confindustria e Federmanager per presentarsi compatti nel grande palcoscenico dell’economia europea, ognuno con le proprie specificità, anche su quelli che dovranno essere gli assi del futuro: il già citato potenziamento ferroviario (compresa la tratta fra Venezia e Trieste) e la messa in sicurezza autostradale (con la realizzazione della terza corsia lungo i tratti A4 e A13) oltre che porti e aeroporti.
Gli aeroporti e i porti presenti nel nostro Nord Italia devono, quindi, collaborare tra loro, coordinarsi per condividere le strategie e specializzare sempre di più i nostri scali consapevoli che assieme possono e devono essere competitivi a livello mondiale specie in un momento, quello attuale, in cui incertezze, conflitti bellici e commerciali, paradossalmente ci restituisce e assegna un’opportunità da cogliere per puntare a un nuovo equilibrio europeo e alla crescita economica.
Il Pnrr ha destinato al Nord Italia svariati miliardi per opere ferroviarie e stradali, ma adesso sorge un’incertezza post-Pnrr che costringe a guardare agli aggiornamenti dei contratti, ma anche alla necessità di richiedere all’Europa una nuova progettazione, comprensiva di adeguata contribuzione, da avviare rapidamente per prepararsi al meglio e guidare il futuro.
Dal canto loro i manager industriali, che hanno avuto un ruolo storicamente centrale nello sviluppo industriale del Nord Italia, devono introdurre metodi di gestione più efficienti, pianificando il lavoro e migliorando l’utilizzo delle risorse, favorire l’adozione di nuovi macchinari e processi produttivi, aumentando la produttività delle industrie, ma anche promuovere la formazione dei lavoratori e la specializzazione delle competenze, contribuendo a migliorare la qualità della produzione privilegiando l’ingresso delle imprese del Nord Italia nel mercato europeo e in quelli internazionali.
L’operato dei dirigenti ha sostenuto, in passato, la crescita di importanti poli industriali, come quelli di Milano, Torino, Genova e del Nordest collaborando con imprenditori, banche e istituzioni per rendere il Nord Italia il principale motore economico del Paese, una vera e propria locomotiva. I manager sono fondamentali perché possono trasformare le imprese in organizzazioni moderne ed efficienti favorendo l’innovazione, la produttività e la competitività dell’industria del Nord Italia perseguendo l’obiettivo comune di un operoso benessere generale. PA, imprese, dirigenti, associazioni datoriali e sindacali, cittadini devono stringersi attorno a queste mete che daranno risultati sia nel breve sia nel lungo termine. Non resta che passare all’azione, ognuno con la sua parte di responsabilità.
Daniele Damele
Presidente Federmanager FVG







