Il 28 febbraio la circoscrizione di Trieste di Federmanager FVG ha organizzato una visita al Sincrotrone di Trieste alla quale ha partecipato un buon numero di associati che hanno avuto la possibilità di visitare un centro della Scienza dove vengono svolte ricerche da illustri scienziati di tutto il mondo. ed è un centro di eccellenza internazionale al servizio della comunità scientifica e delle imprese.
Non capita tutti i giorni di visitare un luogo come il Sincrotrone Elettra di Trieste e di incontrare gli scienziati che lavorano a progetti di ricerca, anche molto complessi, che sono alla base dell’innovazione in ambiti che toccano da vicino la nostra vita quotidiana. Il “viaggio” che abbiamo fatto all’interno di questo incredibile sito scientifico ci ha permesso di capire meglio come funziona un sincrotrone, ma soprattutto perché è così importante per l’Italia avere questo impianto di eccellenza sul proprio territorio che viene messo al servizio della comunità scientifica e delle imprese di tutto il mondo.
Le principali risorse del centro di ricerca sono due sorgenti avanzate di luce: l’anello di accumulazione Elettra lungo 260 metri ed il laser a elettroni liberi (FEL) FERMI che è una linea retta di oltre 300 metri che produce un raggio incredibilmente brillante; entrambe le “macchine” sono operative con continuità (H24 per 7 giorni), esse forniscono nel complesso luce di “colore” e qualità definita ad oltre 30 stazioni sperimentali che consentono di caratterizzare la struttura e la funzione dei materiali, con sensibilità fino al livello molecolare ed atomico.
Il ricercatore che ci ha guidato nella interessante visita si è soffermato principalmente sull’anello di Elettra che è in funzione dal 1993 e che a giugno di quest’anno verrà fermato per un anno e mezzo al fine di permettere un completo ammodernamento della macchina.
Elettra è la sorgente di luce di sincrotrone di terza generazione e si tratta di un anello di accumulazione di energia. che viene utilizzato per iniettare particelle al suo interno, specificatamente elettroni, dove “viaggiano” quasi alla velocità della luce. Il sincrotrone è quindi una sorgente di luce 10 miliardi di volte più potente di una sorgente convenzionale, per fare un esempio rispetto a una macchina a raggi X di un ospedale per effettuare normali radiografie.
Attraverso intensi campi magnetici gli elettroni sono fatti circolare e sono forzati a seguire traiettorie ondulatorie. Questo lì induce a rilasciare energia sotto forma di luce di sincrotrone ovvero sono onde elettromagnetiche di lunghezza d’onda variabile. I fasci luminosi prodotti, spessi qualche decimo di millimetro vengono convogliati in canali rettilinei tangenti all’anello e rappresentano linee di luce convogliate verso il campione da studiare. Questi fasci di luce sono forzati a seguire una traiettoria ondulatoria. Questo li induce a rilasciare energia sotto forma di luce di sincrotrone ovvero onde elettromagnetiche di lunghezza d’onda variabile da infrarosso a raggi X. I fasci luminosi prodotti, spessi qualche decimo di millimetro, vengono poi convogliati in canali rettilinei tangenti all’anello, detti “linee di luce”. Sono queste le stazioni in cui vengono condotte le analisi sulla materia. Tutte le linee terminano infatti con una camera sperimentale in cui il campione da studiare viene posizionato e quindi raggiunto dal fascio luminoso. Conoscendo le caratteristiche della luce incidente e misurando i prodotti del suo incontro con il campione, i ricercatori riescono ad ottenere informazioni inedite sulla struttura profonda dei materiali. Oggi, ad Elettra, esistono 24 linee di luce operative distinte e 2 in costruzione, specializzate in vari tipi di misura analitica (dalla diffrazione alla spettroscopia all’imaging) e per particolari classi di materiale. La luce di sincrotrone di Elettra ha caratteristiche uniche di intensità e brillanza ed è capace di rivelare dettagli altrimenti inaccessibili sulla natura atomica ed elettronica dei campioni. Per questo, più di mille ricercatori provenienti da oltre 40 Paesi di tutto il mondo, e selezionati in base alla qualità della loro proposta scientifica, raggiungono ogni anno il centro per avvalersi delle tecniche disponibili per trovare una risposta ai loro quesiti scientifici di ricerca di base e applicata in molteplici discipline.
Franco Frezza
Carlo Minisini