Federmanager FVG esprime forte preoccupazione per le possibili ricadute occupazionali connesse al piano di riorganizzazione di Electrolux, che potrebbe impattare fino a 1.700 lavoratori in Italia, coinvolgendo in particolare i siti di Porcia, Susegana e altri stabilimenti del gruppo.
Secondo Federmanager FVG, quanto sta emergendo non può essere letto come un episodio isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà strutturale del settore degli elettrodomestici in Europa, segnato da domanda in contrazione, aumento dei costi produttivi e crescente pressione competitiva globale.
In questo scenario, desta particolare attenzione la progressiva riduzione delle attività industriali in Italia, con il rischio di indebolire competenze e capacità produttive costruite in decenni di presenza sul territorio.
Federmanager FVG ritiene imprescindibile che l’azienda chiarisca in tempi rapidi le proprie strategie industriali, indicando con trasparenza: il ruolo futuro dei siti italiani,
gli investimenti previsti, le prospettive produttive e occupazionali.
Allo stesso tempo, è necessario che le istituzioni nazionali ed europee affrontino in modo strutturale i fattori che oggi penalizzano la competitività del sistema industriale, in particolare: il differenziale dei costi energetici rispetto ad altre aree geografiche, la sostenibilità economica dei percorsi di transizione industriale, la tutela delle filiere manifatturiere strategiche.
Federmanager FVG sottolinea che la difesa dell’occupazione non può essere disgiunta dalla salvaguardia della base industriale e delle competenze manageriali, elementi fondamentali per garantire la tenuta e il rilancio del settore.
Per questo, l’associazione auspica l’apertura di un confronto strutturato tra azienda, governo e parti sociali, finalizzato a individuare soluzioni sostenibili che consentano di coniugare competitività, innovazione e tutela del lavoro.







